A scuola di Photoshop – formato file e salvataggio

Nelle precedenti lezioni di “A scuola di Photoshop“, abbiamo visto come funziona Photoshopcome si presenta e qual’è la teoria che vi è alla base. Ma su quali file si lavora? Quali sono le immagini che posso aprire e quali posso creare con Photoshop? Partiamo facendo una carrellata dei formati di file supportati dal programma, primi su tutti i file .psd. Questa guida ti sarà utile per capire quale formato sarà il migliore da usare, in base alle loro diverse caratteristiche.

I formati di salvataggio

file psd.PSD – sono i file di progetto di photoshop. Permettono di salvare il lavoro effettuato e riprenderlo al caricamento. Questi file possono contenere quindi tutte le modifiche e mantenere al suo interno i livelli, i path e le opzioni di fusione. Essendo una estensione proprietaria di Adobe, generalmente vengono aperti solo dallo stesso Photoshop, ma esistono anche programmi in grado di visualizzarli.

jpg.JPG – Niente di più semplice, sono le classiche immagini che le vostre digitali o i vostri cellulari creano. L’algoritmo è Joint Photographic Experts Group e anche se le vostre macchine fotografiche fanno delle foto fantastiche, in realtà le jpg sono file compressi. Essendo file compressi non mantengono nessuna informazione su livelli, effetti o altro.

gif.GIF – L’acronimo sta per Graophics Interchange Format. Rispetto al jpg è un formato molto più compresso e non adatto alla riproduzioni di immagini foto realistiche in quanto riesce a rappresentare solo 256 colori. E’ molto utilizzato invece per grafiche di bassa dimensione, adatte ad icone e al web. Ne esiste anche una versione animata.

png.PNG – Probabilmente il più duttile dei formati presentati finora. Il Portable Network Graphics permette di avere un’alta compressione ma senza il limite di 256 colori come nel gif. Inoltre supporta il canale alpha che permette la trasparenza. Per questo motivo sta prendendo sempre più piede nel web man mano che i browser supportano questa caratteristica (da Internet Explorer 7 in poi, gli altri indovinate? Lo supportano tutti…).

bmp.BMP – è un formato di Windows, ed è l’acronimo di Bitmap. Si potrebbe definire l’incarnazione del concetto di raster che abbiamo visto nella prima lezione. Con il tempo, essendo un formato poco compresso, ha ceduto il posto a jpg, ad oggi fortemente più utilizzato.

tiff.TIFF – l’acronimo questa volta sta per Tagged Image File Format ed è il più usato tra i fotografi professionisti in quanto non compresso e con grande estensibilità. Il TIFF permette infatti di salvare al suo interno molte informazioni relative al colore, i livelli e addirittura permette la paginazione, ovvero, la possibilità di inserire più immagini all’interno di un unico file.

pdf.PDF – è un’estensione di Adobe, ed è praticamente realizzabile con ogni loro programma. In realtà si potrebbe definire come un contenitore universale, è in grado di integrare più pagine, immagini raster e immagini vettoriali, le nuove versioni anche video. Insomma, non è l’ideale per le vostre immagini, anche perché per visualizzarlo ha bisogno di un reader apposito. Il più famoso è sicuramente Acrobat della stessa Adobe, ma ve ne sono anche altri.

Metodi di salvataggio

Con Photoshop, abbiamo la possibilità di salvare un file “per nome”“per il web”. La prima prevede il salvataggio del file in qualunque formato, e in base a questo permette di impostare compressione o altri parametri tipici del formato. La seconda permette invece di salvare immagini adatte al web, comprende quindi solo i formati che i browser riescono a visualizzare (jpg, gif, png). Anche qui, alcune impostazioni cambiano in base al formato scelto, la trasparenza come già detto ad esempio è una possibilità ammessa solo per gif e png.

Di seguito un fermo immagine delle impostazioni di una jpg e di una tiff con salva con nome e lo screenshot della finestra salva per il web:

Come vedi è possibile scegliere la qualità e le opzioni di formato. Quest’ultime sono da intendere come le opzioni del formato JPG da utilizzare per il salvataggio, sono cioè gli algoritmi matematici da utilizzare.

Salvando per il web invece è possibile ancora portare qualche accorgimento all’immagine. Si può inoltre visualizzare contemporaneamente la resa del file una volta salvato con le impostazioni che stiamo scegliendo, e come è attualmente, in modo da definirne il grado di perdita di qualità.

Esistono ad ogni modo anche altri tipi di formati, ma per il momento (e per quello che andremo a fare) questi sono anche troppi 😀

IMPORTANTE!

Entrambe le modalità permettono di salvare gli stessi formati, ma utilizzando algoritmi diversi! Questo fa si che una jpg salvata con “salva con nome” e non con “salva per il web” non venga visualizzata dal browser!

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L'autore
Appassionato di web, grafica e nuove tecnologie, realizzo siti web, grafiche online ed offline e formazione in ambito grafica e web. Puoi seguirmi su Twitter o visitare il mio portfolio e contattarmi per una consulenza.