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A Scuola di Photoshop – La galleria dei filtri

Eccoci giunti all’ultima lezione di “A Scuola di Photoshop” per imparare i fondamenti di questo programma. In questo articolo esamineremo gli effetti che si possono applicare ad un’immagine grazie alla galleria di filtri disponibile in Photoshop. Si tratta di una serie di filtri divisi per categorie, applicabili da un’immagine, su di un livello quindi, che permettono di alterarla in base ad algoritmi preimpostati. Ogni filtro ha dei parametri sui quali potrai andare ad agire per regolare sulla tua immagine il carico del filtro applicato.

Più facile a farsi che a dirsi, per questo motivo troverai qui di seguito il video che illustra come aprire la galleria e come applicare alcuni esempi. Anche in questo caso, come per la scorsa lezione su livelli di grigio, saturazione e tonalità, ho utilizzato una fotografia di Valentina Brescia, grazie alla sua cortese concessione.

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A scuola di Photoshop – Le maschere di livello

Spesso si pensa che in Photoshop, occorra per forza cancellare qualcosa che non si voglia vedere. Tendenzialmente questa operazione è sbagliata, infatti, se volessimo in un secondo momento ripristinare la situazione precedente o parte di essa, saremo costretti a ricominciare il lavoro in quanto ormai l’informazione non esiste più e non può essere recuperata. Ad esempio, se scontorniamo una persona da una fotografia e ci accorgiamo di aver perso un dettaglio cancellandolo, tornare indietro può essere un’operazione complicata. Utilizzando le maschere di livello invece, questo problema non si pone perché invece di cancellare le informazioni andremo semplicemente a nasconderle.

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A scuola di Photoshop – Le opzioni di fusione

Ciò che rende Photoshop davvero superiore agli altri programmi di fotoritocco, sono sicuramente le opzioni di fusione. Si tratta di una serie di opzioni ed effetti da applicare su di un livello, sia esso grafico o testuale. Queste opzioni sono in realtà una serie di algoritmi matematici che permettono di realizzare effetti quali ombre e bagliori, ma anche sovrapposizione di texture, colori  o bordi.

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A scuola di Photoshop – I testi

Un’altro strumento di Photoshop che “ragiona” in vettoriale, oltre ai tracciati, è il testo. Tramite lo strumento testo possiamo creare delle scritte singole o delle aree di testo. Anche in questo caso come accennato prima si tratta di oggetti vettoriali, possiamo quindi trasformarli a nostro piacimento senza perdere qualità. Ogni testo o area di testo che andremo a realizzare, aggiungerà un nuovo livello alla palette dei livelli, questo ci permette di avere pieno controllo su ogni porzione di testo che decidiamo di creare, approfittando della logica dei livelli possiamo infatti sovrapporre testi, applicare maschere di ritaglio, effetti e così via. Vediamo ora quali sono gli strumenti che ci permettono di gestire il testo. Read more…

A scuola di Photoshop – Oggetti vettoriali e curve di Beziér

Abbiamo visto nella prima lezione la differenza tra grafica vettoriale e grafica raster. La suite Adobe dispone di due programmi storici per la gestione di queste due differenti tipologie: Illustrator per la grafica vettoriale e Photoshop per la grafica Raster. Photoshop però dispone anche di una serie di strumenti che ci permettono di realizzare forme, tracciati e figure vettoriali anche all’interno di questo programma. Vediamo insieme quali sono questi strumenti, come utilizzarli e perché.

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A scuola di Photoshop: gli strumenti di selezione

Quando si lavora con Photoshop, la prima cosa che passa per la mente è quasi sempre fare un fotomontaggio dei nostri amici, parenti e cari. Per fare in modo che la nostra ragazza si ritrovi in un bellissimo paesaggio, o che il nostro migliore amico diventi un famoso giocatore di calcio, abbiamo bisogno di strumenti in grado di ritagliare delle porzioni di fotografie per poterle esportare ed inserire in un secondo contesto. Oggi ti mostro come usare gli strumenti di Photoshop indispensabili per questo come per tanti altri scopi: le selezioni.

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A Scuola di Photoshop – I livelli di grigio, saturazione e tonalità

Come sappiamo dalle precedenti lezioni, ogni immagine è realizzata da un reticolo di pixel, ognuno valorizzato con un colore identificato da un codice ascii (es: #F88A6C). Questo colore è in realtà la somma di un livello di grigio ed il colore. Ogni pixel, al di là del colore, presenta un livello di grigio che va da 0 a 255, dove 0 rappresenta il nero e 255 il bianco. Regolando il livello di quantità di grigio che questi pixel presentano, riusciamo a migliorare (o peggiorare volendo) l’esposizione della foto, riuscendo a valorizzare lavori a primo impatto riusciti male. Ecco cosa si può fare lavorando su livelli di grigio, tonalità e saturazione:

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A scuola di Photoshop – Il canale alpha

Ogni immagine digitale è realizzata tramite la sovrapposizione di più canali. Ad ogni canale corrisponde un colore: se l’immagine è di tipo RGB (Red Green Blue, utilizzato nel campo video) i canali saranno tre, se è CYMK (Cyan, Yellow, Magenta, blacK, usato invece nella stampa) saranno quattro, mentre per le immagini in scala di grigio il canale sarà uno solo. Di seguito due immagini che possono aiutarti a comprendere questo concetto:

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A scuola di Photoshop – formato file e salvataggio

Nelle precedenti lezioni di “A scuola di Photoshop“, abbiamo visto come funziona Photoshop, come si presenta e qual’è la teoria che vi è alla base. Ma su quali file si lavora? Quali sono le immagini che posso aprire e quali posso creare con Photoshop? Partiamo facendo una carrellata dei formati di file supportati dal programma, primi su tutti i file .psd. Questa guida ti sarà utile per capire quale formato sarà il migliore da usare, in base alle loro diverse caratteristiche.

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A scuola di Photoshop – I livelli, come funzionano, come usarli e organizzarli

Avete mai visto uno di quei proiettori di fogli lucidi che si usavano fino a una decina di anni fa? Consistevano in un piano luminoso sul quale poggiare un foglio di plastica trasparente su cui veniva disegnato uno schema, slide o grafico, che tramite un gioco di specchi veniva proiettato su un piano verticale come un muro o un telo bianco.

Ecco, Photoshop funziona proprio come quei fogli lucidi che qui vengono chiamati livelli.Quando lavorate con Photoshop avete la possibilità di lavorare su più livelli sovrapponibili, su ogni livello potete realizzare un elemento che comporrà l’immagine finale del progetto. Nella pila di livelli quindi, quello posto più in alto sarà il più visibile, mentre quello in basso sarà coperto da quelli posti sopra di esso. Read more…