Come creare una community online attiva e prolifera

Oggi voglio parlarti di come creare una community di utenti attiva, partecipante e fidelizzata. Realizzare un servizio che permetta di aggregare utenti non è cosa difficile, basta avere determinati requisiti ed impostare il lavoro nel modo giusto. Di seguito ti riporto la mia esperienza relativa al sito www.surfcastingblog.com, una comunità di appassionati di pesca. Spero che la mia esperienza possa tornare utile per il tuo progetto.

Prima di questo però, vediamo insieme quelli che sono stati i punti chiave per creare questa community di utenti:

1. Trova la tua nicchia

Pensare di mettere insieme un servizio generico che aggreghi persone diverse, un clone di Facebook, è quasi del tutto impossibile oggi. Quello che puoi fare però è concentrarti su piccole nichie di utenti, persone che hano in comune una stessa forte passione e che hanno voglia di confrontarsi e partecipare. Quello di cui hai bisogno è un argomento centrale che crei interesse verso il tuo target di utenti e creare intorno ad esso una infrastruttura di servizi. Cerca quindi un argomento che ti piaccia, se non metti passione in quel che scrivi e che fai hai perso in partenza.

2. Crea relazioni forti

Parla, rispondi ed interagisci con gli utenti. Fai loro domande anche attraverso canali diversi quali, ad esempio, la pagina di Facebook. Gli utenti sono molto più portati a commentare i tuoi aggiornamenti su Facebook, piuttosto che lasciare commenti sul tuo blog. Il perché è facile capirlo. Su Facebook sono a casa, conoscono il sistema, l’interfaccia e hanno piacere a metterci nome e faccia. Sul tuo sito, sopratutto all’inizio, non è la stessa cosa. Tutto è nuovo, da scoprire, da capire, se la tua nicchia non è molto geek, un’interfaccia il più friendly possibile è indispensabile.

3. Comunica nel modo più giusto

Facebook, Twitter, blog, forum, osserva ed analizza le richieste, anche indirette, che la tua community ti fa e forniscile gli strumenti giusti per partecipare al meglio. Non sovraccaricare il sito con servizi social, ma punta su quelli più giusti per il tuo target. Se la tua nicchia non conosce o utilizza poco Twitter, è meglio magari concentrarsi su Facebook. Meglio pochi ma buoni che duplicare su tutti i social network gli stessi aggiornamenti di stato.

4. User is the King

Il contenuto è il Re si diceva tempo fa, e anche se questa regola è ancora perfettamente valida, oggi occorre rendere gli utenti non più dei semplici lettori, ma chiedere loro di partecipare alla creazione dei contenuti condividendo immagini, racconti ed opinioni. Lascia loro l’opportunità di creare un account o crea un’infrastuttura che permetta loro di essere partecipanti attivi.

5. Geolocalizza il tuo servizio

Ultimo ma non per questo non importante: sfrutta le api di Google (o Bing se preferisci) e lega il tuo servizio e i tuoi contenuti al territorio, in modo che gli utenti possano vivere l’esperienza del tuo servizio anche al difuori del web, tramite eventi ed incontri reali.

Questi in breve i punti che ho estratto dalla mia esperienza con la community di SurfcastingBlog. Ma ora parliamo un po’ di quello che è stato questa esperienza.

La community di SurfcastingBlog

La storia

L’obiettivo di SurfcastingBlog è quello di creare un riferimento per tutti gli appassionati di questa disciplina di pesca presenti in Italia. Questo progetto è partito con l’idea di creare un blog che trattasse questo argomento dal punto di vista degli amatori, e non a livello agonistico, cosa che un anno e mezzo fa mancava nell’ambito della blogsfera.

Come scrissi qualche tempo fa, quando il blog ha compiuto un anno, il sito è cresciuto e ha raggiunto un buon numero di iscritti alla pagina Facebook che oggi conta più di 650 iscritti. Quello che abbiamo fatto quindi è stato creare prima un blog, al quale abbiamo poi associato solo una pagina Facebook. Come dicevo prima, abbiamo preferito questo network ad altri (Twitter su tutti ma anche Google+) in quanto quello più utilizzato dalla nostra nicchia di utenti. Abbiamo quindi preferito dare un buon servizio a discapito della presenza su tutti i network. Credo infatti che sia più utile, una volta comprese le necessità degli utenti, creare un punto unico di riferimento anche per i social network e non confondere gli utenti con troppi link, sopratutto se si tratta con una nicchia mediamente poco Geek.

La pagina Facebook, in particolare quando eravamo ancora poco conosciuti, ha sempre raccolto più partecipazione rispetto ai post del blog. Spesso succedeva che il link ad un nuovo articolo pubblicato sulla pagina Facebook ricevesse più commenti dell’articolo stesso. Questo fa capire come gli utenti preferiscano rimanere nel loro “habitat” piuttosto che avventurarsi ed essere magari i primi a commentare un articolo di un blog.

Con il crescere della partecipazione, abbiamo organizzato i primi eventi. Abbiamo così incoraggiato i pescatori ad incontrarsi in raduni ufficiali e creato collaborazioni per organizzare veri e propri corsi tecnici di lancio.

La struttura di Surcastingblog è quindi molto semplice. Un blog incentrato su di un solo autore, una pagina Facebook nella quale sollecitare le opinioni dei lettori, gli eventi:

Col tempo poi abbiamo notato una gran voglia di partecipare della nostra community. Sulla pagina Facebook sono incominciate ad apparire fotografie pubblicate dagli stessi utenti che a loro volta venivano notevolmente commentate dagli altri fan. Da qui l’idea di dare più spazio alla pubblicazione di proprie foto e racconti. Sul blog prima e su un canale dedicato poi. E’ nato così un progetto parallelo che abbiamo chiamato Report, ovvero un portale che permette ai pescatori di tutta Italia di creare un report sulla loro uscita di pesca. Possono raccontare le loro esperienze attraverso vari formati, come una fotografia, pubblicando un video, un racconto o addirittura un file audio. Possono così condividere ogni tipo di media a loro disposizione.

SurfcastingBlog e Report sono due esempi di come sia necessario che tutti i punti del precedente elenco siano rispettati per ottenere un discreto successo di pubblico. E tu come hai strutturato il lavoro per realizzare la tua community? Trovi riscontri rispetto a quanto detto in questo articolo? Se si, fammi sapere la tua opinione 🙂

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L'autore
Appassionato di web, grafica e nuove tecnologie, realizzo siti web, grafiche online ed offline e formazione in ambito grafica e web. Puoi seguirmi su Twitter o visitare il mio portfolio e contattarmi per una consulenza.